martedì 3 luglio 2007

gli acquarelli di Hitler


Lettera inviata a "Dagospia", 3 luglio 2007

Norman Mailer e Gunther Grass hanno parlato di Hitler e tirato fuori, per l'ennesima volta, la storia del pittore fallito che, molto risentito, diventa il noto demone del secolo scorso. Sono andato, una volta per tutte, a darmi una documentata su Internet (in TV se ne è parlato tante volte ma non si è visto mai niente come si deve di questi quadri: che temano siano contagiosi?) su Internet, dicevo, alla ricerca delle dilettantesche opere dell'insulso ma molto incazzato imbrattatele e, sorpresa!, mi sono trovato davanti roba niente male.

Confesso che io per primo, che di professione faccio da una vita il disegnatore, sono rimasto stupito. Mi aspettavo la classica monnezza che si vede in tante case, tipo le croste comperate a Via Margutta o, peggio, i quadri del padrone di casa "che dipinge tanto per divertimento" (e si aspetta che tu dica, invece di vomitare, ma che bravo!). Niente di tutto ciò. Ottima mano, ottimi acquarelli, roba da buon illustratore di medio livello. Insomma, il mostro era bravo. Quantomeno bravino. Ebbene sì, il perfido Adolf ci sapeva fare con la matita e il pennello. Perchè diavolo negarlo? Che forse non l'abbiamo ancora capito quanto l'uomo sia un animale complesso e imprevedibile? Hitler amava i cani, era affettuoso con i bambini e dipingeva piuttosto bene. Questo non gli ha impedito lo sterminio di milioni di persone. Ma non deve neanche impedire a noi di giudicare le cose correttamente, evitando di cadere in stupide semplificazioni. O no?
Dino Manetta
http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_32914.html