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venerdì 30 ottobre 2009

IL GARANTISMO ALLE VONGOLE DEL COMMISSARIO DAVANZONI

da Dagospia, er mejo sito che ci sia

IL DOPPIO PESO DEL COMMISSARIO DAVANZONI

Nella necessità di dover dimostrare che il colpevole del caso M'Arrazzo è il Banana, il capo della Buoncostume di Largo Godetti riesce a scrivere che per il governatore del Lazio "non aver denunciato il ricatto è stata una leggerezza". Il commissario Davanzoni si dimette così da poliziotto, derubricando a semplice "leggerezza" l'aspetto più grave di tutta la vicenda (Repubblica, p.1).

Ma tanto garantismo alle vongole dura solo pochi secondi, giusto il tempo di tornare a Papi Silvio. Davanzoni riversa due paginoni (12-13) di illeggibile prosa borbonica per arrivare al punto che gli preme: Alfonso Signorini, Marina e Silvio Berlusconi, Maurizio Costa andrebbero indagati per ricettazione. Dai consigli per gli acquisti ai consigli per gli avvisi. Di garanzia.

martedì 9 dicembre 2008

IL DIVAN POETA...

da DAGOSPIA, er mejo sito che ci sia


FRA LE BRACCIA DI SANDRO BONDI
Gianni Mura per La Repubblica

‘Il Giornale' di ieri (sabato, ndr) dedica ampio spazio (e fa bene) alle poesie di Sandro Bondi. Titolo del libro: "Fra le tue braccia", editore Aliberti. Accattivante l´attacco del pezzo: "Ma chi l´ha detto che la poesia è morta? Provate a dirlo al ministro della Cultura Sandro Bondi, che di questa meravigliosa arte sembra essere, se non l´ultimo cantore, certamente uno dei più fecondi".

Ho pensato che il nostro lettore non potesse essere tenuto all´oscuro. Ecco quindi "A Massimo Cacciari": "Malinconica ironia/Beffarda timidezza/Recondito pensiero/ Sguardo sorridente". Segue "A Marcello Dell´Utri": "Velata verità/ Segreto stupore/Sguardo leggero/Insondabili orizzonti".

Una forma stilistica, dicono, molto simile agli haiku giapponesi, che a me pare incernierata su una rigorosa par condicio tra aggettivi e sostantivi, come traspare dalla più lunga "Ad Anna Finocchiaro": "Nero sublime/Lento abbandono/Violento rosso/Fugace ironia/Bianco madreperla/Intrepido mistero".

Leggo sul Giornale: "Solo l´insistenza della casa editrice ha convinto un riottoso Bondi a pubblicare tutta la sua produzione poetica, che il ministro ha dedicato ad Alda Merini". Voto alla riottosità di Bondi 6,5 (perché non ha retto), voto all´insistenza della casa editrice 4. Il voto alle poesie di Bondi lo dia semmai la Merini, che è del ramo.

2 - REPORT BY DAGO
Ben detto Mura, solo che il poeta semisvenuto Don-Bondi ha rischiato davvero il coccolone per il suo libretto di poesiucole da bardo di provincia. Il secondo libro da ridere del ministro della Cultura ha infatti - sotto sotto - una bizzarra storia che merita tutta di essere raccontata oggi, giorno dell'Immacolata Vergine.

Quando la casa editrice democratica Aliberti (davvero democratica: pubblica Bondi...), spedisce al Pallore Gonfiato di Berlusconi le bozze del libro - ultimo atto prima di licenziarlo alle tipografie - succede il quarantotto. Il pio Bondi chiama la redazione della casa editrice e spara un piagnisteo da prefica: "Se esce così sono rovinato!". E giù lacrimoni e inginocchiamenti: "No! Non pubblicatelo!", si dispera come un vitello che sta per essere portato al mattatoio.

Cosa era successo? Il solito copione che motteggia: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E così tra le pagine del libro erano finite anche alcune lettere in versi dedicate a una signora molto cara a Sandrone (che è ben coniugato). Una volta epurate le letterine, via alla pubblicazione. Ora sorge spontanea la domandina: chi è la bella musa del mistero? Ah, saperlo...

lunedì 29 settembre 2008

satira e violenza

Il portavoce del ministro: «Istigazione a delinquere»

Vignetta anti-Brunetta, è polemica

Gasparri (Pdl): «Il direttore dell'Unità si scusi. La satira è sacra, ma non si scherzi sulle armi»

Il ministro Brunetta (LaPresse)
Il ministro Brunetta (LaPresse)
ROMA - È polemica politica dopo la vignetta pubblicata sull'inserto satirico dell'Unità: un ragazzo armato che punta la pistola, prendendosela con il ministro Brunetta (guarda). Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, parla di immagine «pericolosamente ambigua». «La satira è sacrosanta - premette Gasparri - ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta. Non so se il direttore del quotidiano l'ha vista prima che fosse pubblicata. Sotto il titolo 'Guerre giuste', c'è l'immagine di una persona che, puntando una pistola, fa intendere che a Brunetta si potrebbe anche sparare».

SCUSE - Il ministro dell'Innovazione, ricorda inoltre Gasparri, «ha più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata. E tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Io stesso ho più volte elogiato chi mi imita anche in maniera molto vistosa. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco. In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate. Sono certo che il direttore dell'Unità, accortosi dell'errore, vorrà scusarsi con il ministro Brunetta». 

IL PORTAVOCE - Brunetta, al momento, non commenta. Ma anche il suo portavoce, Vittorio Pezzuto, chiede le «immediate scuse» del quotidiano. «Prendiamo atto che questo è il nuovo corso politico dell'Unità - afferma al Velino. E poi aggiunge: «Questa è istigazione a delinquere» contro una persona che «è sotto scorta da anni».

domenica 27 luglio 2008

no comment

GB, 1/3 studenti islamici: sì omicidio per fede

Sondaggio tra i giovani delle università britanniche. I due quinti giudicherebbero condivisibile la "sharia" nel corpus legislativo del Regno Unito

dal "Corriere" Online