venerdì 6 luglio 2007

Rosaria Sardo: Polisemia e cooperazione comunicativa nel linguaggio lomografico di G. Caviezel (4)




Nella prima lomografia, già inserita come esempio strutturale di questa tecnica di riproduzione visiva e che si presenta come la più “tradizionale” di questa serie da un punto di vista semantico, tale teatralità appare predominante. Protagonista è il gesto, l’allegria artefatta o contraffatta di un gesto esasperato che, nel gioco delle sequenze in ordine non lineare, crea l’illusione di un movimento di scena. Ma nei due blocchi di sequenze il gesto resta sospeso e genera attesa, un’attesa che viene riempita dalle interpretazioni narrative del fruitore del testo.
Nella seconda lomografia è invece l’accennato Leitmotiv della sfera con le sue componenti simboliche a risultare predominante. La contrapposizione tra volumi, tra pieno-opaco e vuoto-luminoso fa da protagonista del testo. In questo caso poco conta l’illusione di movimento minimamente generata dalla sequenza. È la dialettica tra il pieno dei glutei schermati dai jeans e dal grembiule e il vuoto luminoso delle sedie tubolari bianche che realizza la microstoria.
Nella terza sequenza lomografica il gioco di contrasti si sposta dal pieno-opaco/ vuoto luminoso allo scuro-massiccio/ chiaro-leggero su una schiena di donna in blu con grembiulino bianco. Sullo sfondo un frigorifero che funziona da innesco per il meccanismo narrativo e per le ipotesi generate nella mente di chi guarda.
Nella quarta sequenza “mossa” è la luce a fare da protagonista assoluta. La figura di donna in questo caso è solo una porzione di schermo per un gioco di luci che disegna tagli obliqui e forme luminose in un ipotetico scorcio metropolitano.

(4-continua)