domenica 30 marzo 2008

L'OSSESSIONE TUTTA ITALIANA ANTI-NUCLEARE ALLA BASE DEI RINCARI LUCE E GAS

Il rincaro è calcolato per una famiglia tipo, ed è annuale
Il presidente dell'Authority: "Per il 60% è dovuto al caro-petrolio"

Tariffe, da aprile nuovi aumenti
Per elettricità e gas 58 euro in più

Ma senza le liberalizzazioni, ricorda Ortis, gli italiani sarebbero stati più penalizzati

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ROMA - L'aumento delle tariffe di elettricità e gas che scatterà dal primo aprile (e fino al 30 giugno 2008) comporterà una maggiore spesa annuale per una famiglia tipo di 58 euro. Lo dice l'Autorità per l'energia e il gas, confermando le previsioni di Nomisma. L'aumento si deve ai 18 euro che saranno spesi in più per l'elettricità (consumo medio da 2.700 kilowattora l'anno) e ai 40 euro spesi in più per il gas (riscaldamento autonomo e consumo annuale di 1.400 metri cubi). Mediamente, gli aumenti saranno del 4,1% per l'elettricità e del 4,2% per il gas. Alla base dei nuovi prezzi c'è il costo del petrolio che in un anno è quasi raddoppiato.

"E' molto frustrante essere costretti a registrare aumenti ma, a parte le imposte, il 60% delle nostre bollette di luce e gas, è fortemente condizionato dal costo del petrolio", spiega il presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas Alessandro Ortis. "In queste condizioni - prosegue - il caro-greggio travolge purtroppo anche i pur sensibili benefici della continua riduzione delle tariffe dei servizi infrastrutturali da noi amministrate, del contenimento degli oneri di sistema grazie ai provvedimenti adottati e dei primi vantaggi delle liberalizzazioni. Senza questi benefici, gli aumenti sarebbero stati superiori".

Ortis ricorda che sull'aggiornamento ha influito anche la particolare situazione degli approvvigionamenti del nostro Paese e il mix delle fonti di produzione: "L'Italia dipende dall'estero per l'85% del suo fabbisogno energetico, un grado ben superiore alla media europea e il 60% dell'energia elettrica è prodotto con costosi idrocarburi, i cui prezzi sono fortemente influenzati dalle quotazioni internazionali. Da gennaio 2007 si registra un incremento del 93% del prezzo del barile con inevitabili ripercussioni sui prezzi dell'energia".

A marzo 2008 il prezzo del petrolio ha segnato un aumento medio del 93% in dollari rispetto al livello medio del gennaio 2007 e, nello stesso periodo un incremento del 61,5% in euro, nonostante il cambio particolarmente favorevole. Nell'ultimo anno (primo trimestre 2008/primo trimestre 2007), il greggio è aumentato del 67% in dollari e del 48% in euro; negli ultimi tre mesi (marzo 2008/dicembre 2007), il barile è cresciuto del 14,2% in dollari e del 7,3% in euro; in particolare, in marzo, le quotazioni hanno raggiunto record storici, superando i 110 dollari al barile, con notevoli ripercussioni in tutti i paesi consumatori.

Il presidente dell'Authority sottolinea però anche i primi vantaggi dovuti alle liberalizzazioni: "Nonostante la forte esposizione ai prezzi petroliferi, rispetto al primo trimestre del 2007, nel primo trimestre di quest'anno, il differenziale rispetto a Francia, Germania, Spagna si è dimezzato, da 36,7 euro a 18,3 euro a MWh".