mercoledì 26 marzo 2008

veltroni di lotta e di monnezza

da "Dagospia"
AMA ROMA, LA CITTÀ “ZOZZONA”

Tratto da “Modello Roma - Il grande bluff - Perché la fama di Veltroni sindaco è campata in aria” di Benedetto Marcucci (Rubettino)


Il Sindaco per evitare di rispondere delle inadempienze dell’AMA, la società del Comune che gestisce l’igiene urbana, stabilisce un principio secondo il quale se la sua Giunta non riesce a risolvere un problema vuol dire che è impossibile riuscirci. Invocare le attenuanti generiche sarebbe legittimo, ma giocare la partita solo accampando l’improba difficoltà del compito ci sembra veramente un po’ meschino.

Per capire meglio quanto questo approccio sia viziato si deve ricorrere ancora una volta a un confronto con l’amministrazione precedente. Durante il governo a Roma di Francesco Rutelli il problema della nettezza urbana era centrale, affrontato con ben altra attenzione. L’igiene urbana è un banco di prova sul quale è facile percepire la differente “filosofia” amministrativa tra Veltroni e Rutelli. Quest’ultimo, pur non essendo esente da eccessi di ottimismo e non risparmiandosi annunci un po’ imprudenti, è stato più concreto, meno letterario e poetico nell’esercizio del suo mandato.

Dopo la prima seduta del Consiglio comunale vissuta da Sindaco, fece la riunione inaugurale di Giunta il 17 dicembre del 1993, dalla quale uscì con un primo programma dedicato proprio alla pulizia della città: “Anno nuovo, Roma più pulita”. Da lì iniziò un’attività di riforma delle modalità di intervento dell’allora AMNU, divenuta poi AMA, che continuò per tutti e due i mandati. Nonostante si notasse nei risultati una netta inversione di tendenza rispetto al passato, Rutelli non smise mai di “marcare” stretta la dirigenza dell’AMA continuando a esprimere la sua insoddisfazione.

In tutte le dichiarazioni sull’argomento non scelse mai di schermirsi di fronte alla difficoltà del compito, ma al contrario incalzava ogni volta dicendo che si doveva fare di più. Eppure in quel periodo fu avviata una pratica che, nonostante l’iniziale disagio per il parcheggio dei residenti, affermò per la prima volta la pratica della pulizia a turno di tutte le strade. Pulizia che si notava: le vie di Roma insomma erano più pulite.

O ancora si iniziarono ad elevare centinaia di multe per le “deiezioni canine” non raccolte dai padroni. La cosa fece notizia. Erano misure certamente impopolari, che segnarono però una netta discontinuità col passato, con le quali si riuscirono a ottenere dei risultati percepibili. Tant’è che all’inizio del 1999 in un sondaggio sui problemi della città solo il 2% dei cittadini mettevano l’igiene in cima alle loro preoccupazioni, preceduta da traffico, lavoro, parcheggi, trasporto pubblico, assistenza sanitaria, disoccupazione e smog.

Altra misura interessante, già attuata in molte altre capitali, era la fascia oraria nella quale consentire il rilascio dell’immondizia. Tutto ciò non vuol dire che la gestione sotto Rutelli fosse perfetta, anzi, ma almeno c’era una reale attenzione al problema. Inoltre nonostante non si sia mai arrivati a far diventare l’AMA un’azienda modello, certamente il primo esercizio in attivo nel 2001 non si registrò per le politiche dell’amministrazione Veltroni, ma ovviamente per le riforme realizzate durante la giunta Rutelli. Eppure, come in altri campi, è stato Veltroni a prendersi un merito non suo, strombazzando ai quattro venti quanto il “clima” a Roma fosse cambiato.
Veltroni peraltro sulla pulizia a Roma ha cambiato idea nel corso degli anni. Appena divenuto Sindaco disse con piglio deciso: “la città deve essere pulita”. E presentando nel settembre 2001 con Massimo Tabacchiera, allora presidente dell’AMA, la sua “rivoluzione” annunciava l’attuazione di una serie di misure che avrebbero dovuto “migliorare moltissimo la situazione”: aumenti da tre a quattro dei turni di spazzatura, con una “copertura 24 ore su 24”, introduzione del “responsabile AMA” municipio per municipio, “pronto intervento nel centro storico per gestire immediatamente situazioni di degrado”. A distanza di sei anni, a giudicare dalle immagini, possiamo dire che qualcosa non è andato per il verso giusto (Consigliamo di visitare il sito, “il degrado di Roma”, per rendersi conto).Queste affermazioni sembrano per chiunque viva la città più il copione di un comico che non le dichiarazioni del Sindaco.

Certamente non ha giovato lanciare l’AMA nell’attività internazionale con l’istituzione dell’AMA International. Così l’AMA ha acquisito un serie di appalti per la pulitura delle strade in vari Paesi del (Terzo) mondo: Egitto per la zona nord del Cairo, in Honduras nella città di San Pedro Sula, e in Senegal, a Dakar. Su quest’ultimo, l’appalto per la pulizia di Dakar, si sono registrati livelli di inefficienza e approssimazione tali da indurre a fare una pronta marcia indietro. Cosa è successo nella “campagna africana”? L’AMA in questo caso non vinse l’appalto direttamente ma arrivò a ruota della Alcyon, società svizzera di un certo Alvaro Moretti.

L’incarico riguardava sia lo smaltimento dei rifiuti, sia la costruzione di una discarica. Dopo un periodo d’avvio entusiasta, suggellato da un concerto con Youssou n’Dour alla presenza del benedicente Veltroni, si capisce che c’è ben poco da esportare “modelli”, come entusiasticamente scriveva Nuova Ecologia, rivista di Legambiente (un articolo dal titolo oggi veramente grottesco: “Il modello AMA viaggia nel mondo”!).

A Dakar vengono mandati mezzi vecchi e fatiscenti, fatti pagare ai “gonzi” africani per nuovi e la capitale senegalese comincia presto ed essere più sporca di prima. In Senegal iniziano le proteste. Alla fine dell’estate 2005, complice la siccità, nel mare di rifiuti di Dakar scoppia un’epidemia di colera: migliaia i contagiati, 117 i morti. Il Senegal denuncia l’AMA e ha inizio una lunga causa non ancora conclusasi.

Il Sindaco sulla vergognosa vicenda tacque allora e continua a tacere, preferendo ricevere applausi in una presentazione dell’ennesimo libro su una scuola aperta a Maputo grazie ai contributi degli studenti romani, resi buoni da lui, dal Sindaco. E mostrando agli studenti del Liceo romano Augusto una foto di due dita, una neanche a dirlo della sua mano, l’altra della manina di una bimbetta africana, commenta così: “Queste foto danno il senso dei nostri viaggi in Africa e un’idea di mondo: che ci tocchiamo, siamo la stessa pelle, parte dello stesso progetto, ci scambiamo calore. Il consiglio che vi do è di dedicare una parte della vostra vita agli altri: si può fare per l’Africa si può fare nella nostra città, attraverso il volontariato, o semplicemente stando vicini a chi è in difficoltà”. E mentre il Sindaco predica, l’AMA sta vicino ai senegalesi in difficoltà esportando il suo Modello, garanzia di colera.

A fine mandato, qualcosa è successo: il costo dello spazzamento delle strade è superiore dell’ 83% rispetto alla media nazionale e la raccolta dei rifiuti costa il 17% in più delle principali città italiane. A questi numeri già abbastanza emblematici del fallimento se ne aggiungono altri: a Roma l’88% dei rifiuti finisce direttamente in discarica contro una media nazionale del 57%…