giovedì 10 aprile 2008

il potere delle immagini

DAVID HOCKNEY - IL DECLINO DELLA CHIESA INIZIA CON LE MACCHINE FOTOGRAFICHE – NUOVA SVOLTA: DAI MASS MEDIA ALLE IMMAGINI DI MASSA: TUTTI POSSONO PRODURRE IMMAGINI - E CHI HA IL CONTROLLO DELLE IMMAGINI HA POTERE…

David Hockney per il “Corriere della Sera” (© Guardian News and Media - Traduzione di Maria Sepa)


David Hockney

Michael Curtis, uno dei fondatori di Hollywood, regista di Casablanca e di molti dei film avventurosi di Errol Flynn, racconta di aver avuto il suo primo assaggio di cinema verso il 1908, al Cafe New York di Budapest. Quel che l'aveva affascinato, ricorda, non era stato tanto il film, quanto il fatto che tutti stessero a guardarlo. Aveva capito che mentre a teatro o all'opera non vanno in molti, il cinema avrebbe avuto un richiamo di massa. Nel 1920 era a Hollywood, che allora rispetto a Budapest era un villaggio, ma in California c'erano i soldi, la luce e la tecnologia. Aveva visto giusto.

Andiamo indietro di 350 anni, ai tempi dello studioso napoletano Giambattista Della Porta, che pubblicò un libro, Magia naturalis, sulle proiezioni ottiche di oggetti naturali. Era un uomo del Rinascimento: scienziato e commediografo. Allestì spettacoli che impiegavano delle semplici proiezioni e la Chiesa lo portò dinanzi al tribunale dell'Inquisizione.
A quei tempi la Chiesa era l'unica a produrre immagini. Conosceva il loro potere e Della Porta doveva essersi reso conto, come Michael Curtis, di quanto fossero attraenti le proiezioni ottiche. Lo sono tuttora. La Chiesa controllava la società. Chi aveva il controllo delle immagini aveva potere. È ancora così. Il controllo sociale è stato legato alla lente e allo specchio per gran parte del Ventesimo secolo.

Ora il controllo sociale è esercitato dai cosiddetti mass media, non più dalla Chiesa, ma stiamo entrando in una nuova era, poiché la produzione e la distribuzione delle immagini sta cambiando. Tutti possono produrre e distribuire immagini con un telefono cellulare. Gli strumenti per farlo sono ovunque.


Non vi sono molte discussioni sulle immagini. Il loro ambito è separato da quello dell'arte, ma il potere sta nelle immagini, non nell'arte. Sorge un problema ovvio. Il mondo delle immagini pretende di essere in relazione con la realtà visibile (vedi il caso della televisione e del cinema), ma questa pretesa non è più sostenibile. Se non rifletteremo su questo punto saremo sempre più confusi.

Facciamo un esempio: il National Health Service britannico aveva pubblicato l'immagine di un ragazzo (o forse una ragazza) con un amo in bocca. Si trattava di una campagna contro il fumo e una scritta diceva, «Non abboccare». Ci furono proteste perché l'immagine, che veniva mostrata in televisione e alle fermate degli autobus, era scioccante. Dovettero toglierla. L'immagine sembrava una fotografia, e con questo intendo riferirmi a un evento verificatosi di fronte a una macchina fotografica in un dato momento e in un dato luogo. Se fosse stato davvero così, il fotografo avrebbe dovuto essere perseguito dalla legge — in Gran Bretagna mostrare un atto di crudeltà verso un essere umano è vietato, ma naturalmente si distingue tra pittura e fotografia: i quadri della crocifissione, infatti, sono «permessi».

Nessuno è stato denunciato. Perché? Perché nessuno ha creduto che il fatto fosse realmente accaduto. Era stato costruito al computer con un programma come Photoshop. Ci sono oggi persone perseguite per possesso di immagini. Ma come si fa a sapere se queste immagini hanno effettivamente a che fare con la realtà?

Il Parlamento discuterà della produzione di immagini, ma non di arte. Siamo in un periodo di confusione. Il declino della religione in Europa è considerato anche un riflesso della rivoluzione «scientifica». Ma io dubito sia così: penso piuttosto che abbia a che fare con le immagini. Il declino della Chiesa va di pari passo con la produzione di massa di macchine fotografiche. I due fenomeni sono profondamente collegati. In un recente viaggio in Italia ho notato che pochi italiani andavano nelle chiese per vedere immagini. Le vedono a casa, non fatte da Botticelli, ma da Berlusconi. Pensateci.


Dagospia 10 Aprile 2008