venerdì 25 aprile 2008

l'immagine di Sordi

dal "Corriere online"

«Salviamo l'immagine di Sordi».
Stop agli spot abusivi

L'avvocato Assumma avvia una campagna per fermare l'uso illecito del volto dell'attore

Una delle pubblicità con ALberto Sordi
ROMA — «Alberto aveva rifiutato offerte di pubblicità miliardarie da famose case automobilistiche giapponesi proprio perché teneva moltissimo alla sua immagine e non voleva abbinarla a iniziative che odorassero di sfruttamento lucrativo. E poi dicono fosse attaccato al denaro. Figuriamoci se avrebbe tollerato l'inflazione del suo viso a uso e consumo di ristoranti... ». Giorgio Assumma, presidente della Siae e famoso avvocato romano (tra i suoi clienti Pippo Baudo e Maurizio Costanzo) venne nominato tempo fa tutore dell'immagine di Alberto Sordi dalla famiglia dell'attore scomparso il 23 febbraio 2003. Per qualche tempo ha seguito con crescente apprensione la comparsa di pubblicità in cui appariva il volto di Albertone: prima piccole trattorie, poi case vinicole, infine fabbriche di salumi. Nemmeno a dirlo, il fotogramma più sfruttato viene da «Un americano a Roma», diretto nel 1954 da Steno: «Macaroni... m'hai provocato e io te distruggo, macaroni io me te magno».

Il fenomeno dilaga in Italia, ma anche negli Stati Uniti dove Sordi conta una vastissima platea di fan, in gran parte figli e nipoti di emigrati italiani. E persino in Australia, dove cresce il fenomeno della «Sordimania», e non solo tra gli emigrati. Ma adesso Assumma si è ribellato. Ha sentito il parere di Aurelia, ultima sorella ormai novantenne di Alberto che vive ancora nella splendida villa romana a piazzale Numa Pompilio, e di Annunziata Sgreccia, storica segretaria del-l'attore (sono loro a comporre di fatto «la famiglia» rimasta). E ha annunciato una «campagna legale senza sconti e senza confini» che verrà combattuta in Italia, Europa, Stati Uniti e Australia. Si tratta, dice Assumma, «di un uso assolutamente non autorizzato dalla famiglia, fatto nella convinzione che le sembianze del personaggio celebre e amato possano essere liberamente usate per promuovere generi commerciali». Invece Sordi in vita «non aveva mai voluto mettere la sua notorietà al servizio della pubblicità di qualsiasi prodotto». Secondo Assumma la legge è chiara e «vieta tassativamente l'uso a fini commerciali dell'immagine e del nome a meno che non sia concesso dal diretto interessato o dai parenti stretti».

La legge 633 del 22 aprile 1941 non permette l'esposizione del ritratto di una persona dopo la sua scomparsa a meno che gli eredi, dal consorte e via via fino ai parenti di quarto grado, non rilascino un permesso. Sempre quella legge inibisce l'uso di un'immagine per scopi commerciali «anche se di persona nota quando rechi pregiudizio al suo decoro». La campagna, definita da Assumma «preventiva e repressiva », è stata decisa proprio per evitare il sospetto che la famiglia Sordi possa guadagnare qualcosa da un'utilizzazione che, al contrario, è un autentico illecito. L'unica attività autorizzata e legata all'immagine di Sordi è quella della Fondazione Alberto Sordi che ha creato a Trigoria il Cesa, Centro per la salute dell'anziano, sui terreni donati dall'attore già nel 1998. Sempre lì è stato inaugurato poche settimane fa la nuova megastruttura dell'università Campus Bio Medico dell'Opus Dei, di cui la Fondazione Sordi è socio sostenitore. Esiste anche una seconda Fondazione, ma di indirizzo culturale e destinata alla formazione dei giovani, in particolare di addetti allo spettacolo. Può disporre dei diritti d'autore de «La storia di un italiano », la serie tv realizzata da Sordi per la Rai. Tutto il resto è abuso. D'ora in poi Nando Moriconi apparirà solo nella versione originale del film. Con buona pace di certi ristoratori che dovranno inventarsi un nuovo simbolo per decantare i loro «macaroni ».

Paolo Conti