martedì 11 novembre 2008

aldo grasso

Lucy, Guzzanti e la «meritocrazia»

Potenza del jet set! Domenica mattina, avevo appena finito di leggere un’analisi di Lucia Annunziata sulle elezioni americane, siglata da New York, e pubblicata su un noto quotidiano, quando me la vedo apparire in tv: In 1/2 h (Raitre, ore 14.30).

L’analisi (in realtà, una lettura dei corridoi di Washington) spiegava che Barack Obama è già sceso dall’Olimpo e che adesso bisogna fare i conti con «la macchina di poteri, ambizioni e lotte interne che è l’anima di ogni governo». Insomma, per la realista Lucy il sogno è durato meno di una notte.

Per darci un’idea di cos’è la politica, l’infaticabile jetsettista (scrive sui giornali, fa un programma sulla Rai, è persino coordinatrice del comitato editoriale di Oil, il giornale dell’Enel) intervista Paolo Guzzanti su un tema di alto contenuto: la mignottocrazia, ovvero come diventare ministri per meriti non meglio precisati. Quando Guzzanti accusava Romano Prodi di essere uno dei responsabili dell’omicidio Moro nessun opinionista di sinistra lo intervistava, anzi.

Adesso che è in crisi con Berlusconi, maltrattato dal suo giornale e vittima dell’ostracismo di Forza Italia è ridiventato un «fuoriclasse». Ma intanto nei corridoi di Washington, Obama deve fare i conti con le lotte interne, «l’anima di ogni governo». L’intervista tra Lucy e Paolo Guzzanti (il nostro umile sogno sarebbe quello di vederlo recitare insieme con i suoi tre figli) tocca temi di alta politica: la meritocrazia, ad esempio. Non il caso Carfagna, per carità non abbassiamoci a tanto, dice Lucy, affrontiamo la questione alle radici.

Ecco ad esempio, caro Guzzanti, secondo lei la Gelmini... E intanto nei corridoi di Washington, Obama, sogno di una notte di mezz’inverno, deve fare i conti con le lotte interne, «l’anima di ogni governo». Non è che per colpa del fuso orario rischiamo di leggere i cambiamenti della politica internazionale con gli occhi delle nostre povere lotte intestine?

Aldo Grasso
11 novembre 2008