sabato 26 gennaio 2008

scenari tv

Claudio Plazzotta per “Italia Oggi”

Eccolo qui, quindi, il nuovo panorama televisivo, con tre operatori che giocano la partita anche su tavoli diversi: risorse pubbliche, mercato pubblicitario, abbonamenti, servizi pay per view. È, questa, la dimostrazione che, pure in un paese bloccato come l'Italia, vi era e vi è lo spazio per fare concorrenza a Rai e Mediaset. Basta investire. Rupert Murdoch, con Sky, l'ha fatto.

C'era una volta il duopolio. Ancora tanti analisti, nell'elaborare gli scenari della televisione italiana, raccontano la favola di Rai e Mediaset impegnate a spartirsi la torta, a calibrare i palinsesti. Ma, dati alla mano, le cose non stanno più così. In base alle elaborazioni di “Italia Oggi”, il 2007, infatti, si è chiuso con una Rai a quota 2,96 miliardi di euro di ricavi, contro i 2,83 miliardi di Mediaset (in Italia) e i 2,50 miliardi di Sky Italia.

Lo scenario, quindi, è assolutamente cambiato, con tre grandi competitor che, peraltro, pescano le loro risorse da settori differenti. In Rai oltre il 52% degli incassi deriva dal canone, un finanziamento pubblico che entra nelle casse di viale Mazzini a seguito della firma di un contratto di servizio pubblico.

Nel 2007 il canone è aumentato del 4,6%, mentre la raccolta pubblicitaria, a cura di Sipra (che proprio ieri si è riportata a casa la raccolta di RaiSat Extra, RaiSat Premium e RaiSat Cinema, subentrando a Prs) dovrebbe chiudere con un più modesto +1,5%. Il bilancio, come più volte annunciato dal direttore generale Claudio Cappon, potrebbe presentare una perdita anche piuttosto consistente (46 milioni di euro).

Più floridi, invece, i conti di Mediaset: in Italia il gruppo del Biscione chiuderà l'anno con ricavi per circa 2,83 miliardi di euro, proiettando anche sull'ultimo trimestre la crescita del 3,7% dei primi nove mesi 2007. La quota parte relativa alla raccolta pubblicitaria, comunque, è in calo: ormai solo l'85% degli incassi deriva dalle inserzioni commerciali, mentre il resto arriva grazie a operazioni di diversificazione, non ultima quella sulla pay tv e l'offerta Mediaset premium.

Quanto a Sky Italia, la piattaforma a pagamento satellitare guidata dall'a.d. Tom Mockridge, proiettando a fine anno le stime di crescita del 12%, dovrebbe attestarsi a ricavi per 2,50 miliardi, di cui circa l'86% derivanti dai 4,3 milioni di abbonamenti, e solo il 14% da raccolta pubblicitaria.