giovedì 27 marzo 2008

bufale



di FRANCESCO PERROTTA da l Corriere della Sera Online

Un frame del filmato
Un frame del filmato
SALERNO – Il video non nasconde nulla all’immaginazione. Le bufale pascolano tra i rifiuti. Località Sardone, frazione di Giffoni Valle Piana a 5 chilometri da Salerno: è qui che gli animali – non si sa di quale allevamento - ruminano erba cresciuta negli immediati pressi di un'area che per anni è stata adibita a discarica e che ora è chiusa e recintata ma non è mai stata bonificata (e dove, tra l'altro, sorge ancora un sito di trasferenza di immondizia talquale). Le immagini sono sul portale Youtube. L’autore, il Comitato salute e ambiente di Salerno, ha pubblicato il filmato ben prima che esplodesse l’emergenza mondiale per la mozzarella di bufala. Le riprese non lasciano dubbi: le bufale spuntano da un cespuglio e gironzolano sotto ad un grosso traliccio su un terreno dove tra copertoni di auto, lattine e pattume. Il video rimanda ad un sito www.aplo.it, un meetup degli amici di Beppe Grillo, il comico genovese che da tempo si batte contro la costruzione degli inceneritori. Proprio nei pressi di Sardone, infatti, sorgerà l’impianto di termovalorizzazione in cui bruceranno i rifiuti di Salerno e provincia.
I controlli sulla mozzarella
I controlli sulla mozzarella

IL SINDACO DI GIFFONI -
Il primo cittadino di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando del Pd, replica: «Le immagini risalgono a febbario 2008, ma l'amministrazione comunale di Giffoni è intervenuta tempestivamente, ripulendo l'area in meno di 24 ore. Certo è - aggiunge Russomando - che il comportamento delittuoso di alcuni sprovveduti, che abbiamo denunciato. non può inficiare e cancellare l'azione di grande resposabilità, sul tema della gestione dei rifiuti, messa in campo dall'amministrazione comunale di Giffoni». «Gli impianti di Sardone operano - aggiunge Russomando - nel pieno rispetto di tutte le norme ambientali e sanitarie e hanno contribuito a fronteggiare l’emergenza rifiuti nella nostra regione. L’irresponsabilità dell’allevatore che lascia liberi i suoi animali è stata più volte denunciata, così come più volte è stato denunciato e bonificato l’abbandono abusivo di rifiuti, avvenuto sempre fuori dalla recinzione dell’ex discarica di Sardone. Sia l’Amministrazione Comunale di Giffoni Valle Piana che il Consorzio di Bacino Sa2, gestore del sito, quotidianamente sono impegnate nel monitorare e bonificare le aree esterne agli impianti. Il pascolo abusivo (che per ovvi e legittimi motivi, non è mai potuto avvenire all’interno degli impianti di Sardone) è interdetto da un’ordinanza sindacale e più volte il proprietario delle bufale è stato sanzionato, non solo dalla Polizia municipale di Giffoni ma anche dal Corpo Forestale dello Stato, e nei suoi confronti è in corso un giudizio penale». «La zona ripresa dal video del Comitato Ambiente e Salute - conclude l'amministratore di Giffoni -, che come si vede anche dalle immagini è fuori dall’impianto di Sardone, è stata bonificata agli inizi di febbraio e tutti i rifiuti abbandonati in modo illegittimo sono stati correttamente smaltiti».
Il timore del sindaco e del presidente del consorzio Sa2, Dario Barbirotti, è che «collegare un pascolo abusivo –peraltro già sanzionato e represso- alla situazione generale significa solo arrecare un subdolo danno economico e d’immagine al lavoro di tutti gli allevatori seri e coscienziosi della provincia di Salerno, con possibili ripercussioni negative su un’intera filiera alimentare».

IL COMITATO AUTORE DEL VIDEO -
Un portavoce del comitato Salute e ambiente, autore del filmato, sostiene che «è da un anno che giriamo filmati in quella zona, e le bufale al pascolo le abbiamo sempre trovate. Strano che le autorità se ne accorgano solo ora».

PSICOSI MONDIALE -
Dopo le operazioni delle forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di decine di allevamenti di bufale e di diversi prodotti venduti da alcuni caseifici nella provincia di Caserta, è scoppiata in Asia e in Europa una vera e propria psicosi mozzarella. Il «Consorzio di Tutela» ha però dichiarato che questo allarmismo è ingiustificato e che attualmente i danni ammontano ad oltre 30 milioni di euro. Ma l’appello è servito a poco. Dopo la Corea del Sud, il Giappone e Taiwan anche la Russia e la Germania stanno attentamente monitorando i prodotti caseari campani. I produttori si lamentano e minacciano tagli al personale. Centinaia di operai rischiano il posto di lavoro.

CLASS ACTION -
Ma i consumatori non ci stanno e lanciato un sos con Giuseppe Orsini, presidente del Codacons Napoli: in una nota l’ente ha dichiarato che si sta valutando l’opportunità di avviare una class action. Staremo a vedere, sta di fatto che mangiare la mozzarella di bufala fa paura, ma vedere le immagini di questo video ancora di più.