sabato 7 giugno 2008

il grande fratello ti ascolta

© giovanni caviezel

si ha paura a usare e-mail e telefono

La «conservazione dei dati» inibisce
le nuove forme di comunicazione

Uno studio tedesco mostra che le leggi sulla «data retention» influenzano il comportamento dei cittadiniBERLINO (GERMANIA) – La consapevolezza di essere osservati e sorvegliati modifica i comportamenti dei cittadini, anche a livello inconscio. Questa è una legge fondamentale della psicologia umana, oggi riscontrata anche empiricamente da uno studio tedesco, che rivela quanto e come le persone sono condizionate nell’utilizzare gli strumenti della comunicazione a seguito della legislazione sulla data retention. Quest’ultima altro non è che l’obbligo - ormai previsto dalla maggior parte delle normative - di conservazione dei dati di traffico internet e servizi telefonici. Da tempo il dovere di registrazione scatena la dialettica tra sostenitori della privacy e organismi investigativi, ma a questo punto il dibattito si sposta sul piano psicologico, evidenziando che gli individui sono inibiti dalle leggi sulla data retention e finiscono col rinunciare a comunicazioni importanti o a ridimensionarle.

LO STUDIO – Lo studio è stato realizzato dal German Forsa Institute e commissionato dall’associazione di difesa dei diritti civili Arbeitskreis Vorratsdatenspeicherung, dall’associazione dei provider tedeschi eco, dall’organizzazione dei giornalisti del settore Deutscher Fachjournalisten-Verband e dalla società di difesa dell’anonimato JonDos GmbH. Ciò che emerge dall’indagine (realizzata su un campione di 1002 individui) è un cambiamento profondo nei comportamenti della gente che si sente sotto osservazione. Più precisamente, da quando il provvedimento sulla ritenzione dei dati è entrato in vigore, l’11 per cento dei cittadini ha smesso di utilizzare telefono o e-mail, mentre il 52 per cento delle persone intervistate ha dichiarato l’intento futuro di tagliare le proprie comunicazioni confidenziali. Infine un 6 per cento degli individui sostiene di aver visto diminuire in maniera significativa la mole di comunicazioni che li riguardano.

DATA RETENTION – Secondo la legge, i provider tedeschi devono tenere traccia delle comunicazioni per sei mesi per quanto riguarda mittenti, destinatari, date e orari, mentre non esiste alcun obbligo di conservazione dei contenuti. Le associazioni di tutela della privacy sono preoccupate: il fatto che la gente abbia messo un freno alle comunicazioni personali, intimidita dal grande orecchio e dal grande occhio delle istituzioni, è il segnale di un clima di restrizione delle libertà personali. La speranza è che il fine giustifichi i mezzi, ipotesi sostenuta dal 48 per cento dei cittadini, che dichiara di considerare necessarie le disposizioni sulla conservazione dei dati per prevenire la criminalità. E intanto, nel dubbio, torna di moda parlarsi a tu per tu.

Emanuela Di Pasqua