sabato 7 giugno 2008

manifesto a colori


All'inizio degli anni Settanta, quando si cominciava a ragionare di tv a colori in Italia, la sinistra, appoggiata peraltro da repubblicani e una piccola frangia di democristiani, si era opposta strenuamente: i colori, sinonimo di consumismo, avrebbero provocato la decadenza dei costumi nazionali. Se avessero torto o ragione i conservatori di allora non è argomento di discussione. Certo che, sotto i colpi del giallo, del verde e del blu, cade anche l'ultimo baluardo rosso: da oggi, infatti, la prima pagina del manifesto, quotidiano comunista, sarà tutta a colori, in un restyling grafico e di contenuti illustrato dal condirettore Gabriele Polo.