venerdì 6 giugno 2008

ANM: CON REATO CLANDESTINITA' GRAVI DISFUNZIONI…

ANM: CON REATO CLANDESTINITA' GRAVI DISFUNZIONI…
(Agi) - La proposta di introdurre un delitto di ingresso illegale nel territorio dello Stato con una pena sino a 4 anni di reclusione e arresto obbligatorio in caso di flagranza, prevista nel pacchetto sicurezza, porterebbe a 'gravissime disfunzioni per il sistema giudiziario e per il sistema carcerario'. Lo sottolinea il presidente dell'Anm Luca Palamara, nella relazione di apertura del 29esimo congresso del sindacato delle toghe. Sul pacchetto sicurezza, ricorda Palamara, 'abbiamo espresso al ministro condivisione per gli interventi in tema di circolazione stradale e di accelerazione del processo penale, ma abbiamo anche espresso perplessita''.

In particolare, sul reato di clandestinita', 'al di la' delle valutazioni politico-criminali, abbiamo sottolineato le gravissimi disfunzioni per il sistema giudiziario e per il sistema carcerario che deriverebbero da tale previsione'. Nei piccoli uffici dell'Italia meridionale, osserva il leader dell'Anm, 'maggiormente esposti al fenomeno degli ingressi illegali, sarebbe praticamente impossibile celebrare ogni giorno centinaia di udienze di convalida dell'arresto e processi per direttissima. Tutto cio', senza alcun reale beneficio in termini di effettivita' delle espulsioni e riduzione del fenomeno dell'immigrazione clandestina'.

Le perplessita' del sindacato delle toghe, inoltre, riguardano anche 'l'aggravante comune legata alla condisione di irregolarita' dello straniero sul territorio nazionale che, ove non diversamente calibrata - spiega Palamara - potrebbe determinare un aumento della pena esclusivamente in raione della condizione soggettiva del colpevole anche nei casi in cui non si ravvisi alcuna incidenza sul disvalore del fatto determinando in tal modo una eventuale incompatibilita' con il principio di eguaglianza'.