martedì 8 luglio 2008

3D

Da Tim Burton a James Cameron, Hollywood punta sul cinema tridimensionale

di GABRIELE NIOLA

Arrivano i super-film ma si litiga sugli occhiali
ROMA - Il 2009 sarà l'anno del cinema in tre dimensioni: si annunciano film a raffica, le sale attrezzate crescono in tutto il mondo (secondo "Variety" sono passate dalle 98 del 2005 alle 1300 del 2007). Ma, come accaduto per la nuova generazione di dvd, l'industria è divisa su quale tecnologia 3D adottare. Quando il prossimo aprile Monsters vs. Aliens, lungometraggio dei creatori di Shrek, darà il via alle danze (altri otto film lo seguiranno nel corso dell'anno) probabilmente la situazione non sarà più chiara di oggi, le sale infatti non si stanno modernizzando tutte con lo stesso tipo di tecnologia tridimensionale.

I cinema in America e nel resto del mondo stanno facendo le prove generali e continueranno a farle fino alla fine di quest'anno con l'uscita di due nuovi film: Bolt, della Disney (girato in 2D e poi adattato al tridimensionale), e Viaggio al centro della Terra, il classico racconto di Jules Verne girato in 3D (cioè con due macchine da presa). In Italia ci sono al momento di circa una quindicina di schermi pronti, ma gli esercenti, finalmente non più ostili al costoso cambiamento, si stanno attrezzando e tutte le principali catene di multisale pianificano l'apertura di diversi schermi 3D entro il 2009. La tecnologia del cinema tridimensionale infatti piace al pubblico, soprattutto ai più giovani, e piace anche a chi i film li produce, li distribuisce e li proietta perché, dicono, è un'esperienza nuova che attrae e soprattutto che non è piratabile (cosa vera solo al momento).

Ma non tutti i 3D sono uguali, e alle diverse tecnologie di proiezione corrispondono differenti tipi di occhiali da far indossare agli spettatori (in attesa della seconda era del 3D, quella che abolirà ogni forma di occhiale). A tutt'oggi non c'è uno standard unico e addirittura molte catene, come i multiplex Giometti o i Cinecity, si sono equipaggiati con più di una tecnologia: "Abbiamo montato sia proiettori XpanD, che richiedono occhiali interattivi con lo schermo, che Dolby 3D, per il quale si usano gli occhialetti classici" spiega Gianantonio Furlan titolare della catena Cinecity "La differenza è che nel primo caso l'effetto tridimensionale avviene proprio grazie all'occhiale e quindi davanti agli occhi, nel secondo invece avviene a livello di proiettore e l'occhiale filtra solamente l'immagine. Ma, nonostante ci sembri migliore il primo sistema, stiamo sperimentando anche il secondo poiché gli occhiali interattivi hanno un costo di manutenzione molto elevato". Oltre ai due sistemi citati ne esiste anche un terzo, chiamato Real D, che utilizza i classici occhiali di carta usa e getta dal costo irrisorio e che per questo è il più diffuso al mondo. In Italia però solo i cinema della catena Uci Cinemas l'hanno adottato.

Tanta tecnologia per vedere cosa? Uno dei successi di stagione, ancora in proiezione all'Arcadia di Melzo, è U2-3D, il lungometraggio girato tridimensionalmente del concerto dall'ultima tournée della band di Bono Vox. "È stato un grande successo, lo proiettiamo dal 24 aprile" racconta Laura Fumagalli dell'Arcadia, multisala diventata un faro della modernità cinematografica in Italia, dotata addirittura di due sale per il 3D, con tecnologia a occhiali interattivi "La risposta del pubblico è ottima, la gente ci chiede se continueremo la programmazione di film in tre dimensioni".

Sì, perché il pubblico sembra gradire questo passo in avanti del cinema, anche se non ci sono ancora dati affidabili per "misurare" questo gradimento. Siamo ancora in una fase, se non pionieristica, di studio. I film usciti in tre dimensioni sono stati per lo più esperimenti, come appunto U2-3D o Hannah Montana della Disney che in 3D a Milano è addirittura in tre sale (Arcadia, Uci Bicocca e Apollo), ci sono state riedizioni di grandi classici come Nightmare before Christmas di Tim Burton (e nel 2009 vedremo anche la riedizione di Toy Story della Pixar di John Lasseter) e Beowulf che però non si è rivelato un grande blockbuster nemmeno nella versione canonica in 2 dimensioni. Ad ogni modo le poche stime italiane sembrano in linea con quelle più sostanziose rilevate all'estero e dicono che quando può scegliere tra 2D e 3D il pubblico opta per il tridimensionale nell'80% dei casi, nonostante sia sempre previsto un sovrapprezzo rispetto al biglietto normale (al momento quasi ovunque di un euro, ma destinato ad aumentare).

Non resta che attendere la prossima stagione per uscire da questa fase sperimentale e capire se il 3D diventerà un nuovo modo di vedere il cinema. Il clou arriverà a dicembre 2009 con l'uscita di Avatar, l'attesissimo ritorno al cinema di James Cameron, regista di culto e innovatore tecnologico, inattivo dai tempi di Titanic, che ha definito il suo film 3D "un'esperienza totalmente nuova per tutti, qualcosa di mai visto prima. Di sicuro l'opera cinematografica più complessa che sia mai stata realizzata".