venerdì 4 luglio 2008

132 euro all'anno in media per ogni automobilista

La stessa associazione amici polizia stradale, Asaps, chiede
"clemenza" in nome degli automobilisti tartassati. Ecco perché

Emergenza caro multe:
più 40 per cento dal '93 a oggi

di VINCENZO BORGOMEO




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Al caro carburanti, mutui, affitti e alimentari ora si aggiunge anche il caro multe: dal 1993 ad oggi il prezzo delle contravvenzioni è aumentato del 40 per cento, un record. Così violare il Codice della strada costa carissimo: per un semplice divieto di sosta si pagano 36 euro, ossia 70 mila lire, contro le 50 del 1993, mentre superare il limite di velocità fino a 40 km/h oggi costa 148 euro (286.568 di vecchie lire) e nel 1993 200mila.

A tutto ciò si è arrivati grazie a un articolo (il 195 comma 3) del Codice della strada che aggiorna ogni due anni il prezzo delle sanzioni amministrative per un importo pari all'intera variazione accertata dall'Istat dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie nei due anni precedenti. Ora il prossimo aumento - sarà del 5% - è previsto per gennaio e incredibilmente è la stessa Asaps, associazione amici polizia stradale, a chiedere "clemenza" in nome degli automobilisti tartassati: con una lettera aperta inoltrata dal presidente dell'Asaps Giordano Biserni ai tre ministri - della Giustizia Angelino Alfano, dell'Interno Roberto Maroni e delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli - l'Asaps propone di "congelare il rincaro delle multe e prevedere, piuttosto, un più consistente prelievo di punti dalle patenti di guida dei trasgressori".
Ma se un'associazione così vicina agli interessi della Polizia scende in campo per una cosa del genere un motivo c'è: un livello di pressione fiscale così forte se non induce gli automobilisti a fuggire dai posti di blocco di certo getta una cattiva luce su tutti gli agenti che vengono visti come esattori delle tasse più che come tutori dell'ordine.

D'altra parte questa richiesta non può essere considerata come un regalo per i trasgressori perché non va dimenticato che gli automobilisti - nonostante il consistente calo della sinistrosità rilevato negli ultimi due anni - non hanno beneficiato di alcuno sconto da parte delle compagnie assicurative.

Né si può dimenticare che la pressione economica delle multe sia arrivata a livelli record: le Polizie Locali (che riscuotono il 70% del totale delle sanzioni emesse da tutti i soggetti impegnati nella repressione delle violazioni, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.) spillano agli italiani motorizzati un miliardo di euro l'anno: 132 euro in media per ogni automobilista. Il tutto per un impressionante record di quasi dieci milioni di multe: più di 26mila al giorno; 1.087 l'ora; 18 ogni minuto.
Ed è difficile parlare di interventi legati alla sicurezza stradale quando si scopre che fra le multe più gettonate al primo posto (5,7 milioni di sanzioni, al costo medio di 68 euro a colpo) ci sono le violazioni ai divieti e limitazione della circolazione nei centri abitati, ossia zone a traffico limitato (ztl), targhe alterne, blocchi del traffico e strisce blu.
O che al secondo posto, staccate a quota 2,7 milioni di multe, ci sono le violazioni al "divieto di sosta".


Si parla tanto della famosa logica di "prevenzione e non repressione" ma alla luce di questi dati oltre che a congelare gli aumenti delle multe bisognerebbe forse pensare seriamente a ridefinire il ruolo delle Polizie Locali, oggi impegnate allo spasimo nel ruolo di esattori.