venerdì 8 agosto 2008

tristezza comunista

da Repubblica online


Nonostante l'ottimismo di ieri del ministro Frattini, nulla è stato
possibile fare per l'atleta cubana naturalizzata in Italia dal 2001

Cuba nega il visto alla Aguero
la pallavolista torna a Pechino

Cuba nega il visto alla Aguero la pallavolista torna a Pechino
PECHINO - Niente da fare, se sei fuggito da Cuba non ci puoi più rientrare, neppure per vedere tua madre che sta morendo. Così vuole il regime comunista di Fidel Castro e del fratello Raul. Triste e desolante il finale del viaggio verso casa di Tai Aguero. La pallavolista azzurra aveva lasciato all'improvviso tre gionri fa il villaggio olimpico di Pechino per tentare di rientrare a Cuba e rivedere la mamma in fin di vita. Un viaggio e un tentativo disperato terminato quasi subito. La pallavolista cubana ma naturalizzata italiana infatti ha prima raggiunto la Germania dove si è fermata in attesa di avere informazioni certe sul visto necessario per rientrare a Cuba.

La risposta è arrivata oggi: niente da fare. Anzi, se la pallavolista rimette piede nell'isola caraibica, rischia l'arresto. L'atleta ora rientrerà immediatamente a Pechino per raggiungere le compagne della nazionale italiana. Tai salterà solo la prima partita, contro la Russia.

Dulce Fedora Leiva, la mamma di Tai, ha 66 anni, un cancro ai polmoni e le restano un paio di settimane di vita. La donna, già vedova, vive con una figlia a Mayajigua, piccolo paese a 360 chilometri dall'Avana. E' molto debole e i medici hanno deciso di dimetterla dall'ospedale per farl morire in pace, a casa. Accanto a lei si trovano un'altra figlia e il marito di Taismari, un fisioterapista italiano di squadre di volley, giunto qualche giorno fa a Cuba. E' stato lui ad avvisare Tai e lui a suggerire il viaggio disperato. Taismari non ha più il passaporto cubano da quando è rimasta a vivere in Italia, nel 2001 in Italia. Due anni fa le autorità cubane non le hanno permesso di andare al funerale del padre.