venerdì 19 settembre 2008

valentina

Crepax, per amore di Valentina

Nella fantasia dell'artista con la «ribelle» del fumetto

Luisa Crepax con il marito Guido
Luisa Crepax con il marito Guido
Nome: Valentina Rosselli, nata a Milano il 25 dicembre 1942, professione fotografa: sembra il passaporto di una persona qualunque. Invece sono i dati anagrafici di un personaggio dei fumetti, la famosissima «Valentina» di Guido Crepax. Un personaggio che ha molti punti di contatto con le persone «normali»: invecchia (a differenza di tanti altri eroi di carta), vive in un luogo definito e caratterizzato (Milano) che, guarda caso, è lo stesso del suo autore. E proprio per celebrare Guido Crepax, creatore (raffinatissimo) di questo personaggio, a 5 anni dalla scomparsa, si apre alla Triennale Bovisa una mostra dal titolo «Valentina, la forma del tempo». «Il trascorrere dei giorni, degli anni è il concetto che ci ha colpito maggiormente mentre esaminavamo l'incredibile mole di materiale, per definire il percorso espositivo — spiega Massimo Gallerani, curatore della rassegna insieme con Caterina Crepax, figlia dell'artista —. Valentina era strettamente legata al suo tempo, così come il suo autore, che riusciva a trasferire sulla carta questa continuità ».

Il percorso si articola in una serie di stanze che scandiscono in qualche modo la vita di Valentina quasi fosse una persona in carne ed ossa. All'ingresso si viene accolti da una parete di tulle e dalle gigantografie del personaggio. Sullo sfondo, in trasparenza, lo studio dell'autore, con il suo tavolo di lavoro, la custodia del violoncello del padre, la chaise longue. Ma già nella prima stanza si «raccontano» le origini della «signora Rosselli». L'ambiente successivo è dedicato a Milano, luogo dove si muovono sia l'autore che il personaggio: alle pareti Valentina nei luoghi caratteristici che percorre in bicicletta, in auto, in metropolitana: i Navigli, il centro, via de Amicis. In mezzo alla stanza un'Alfa Romeo Giulietta sprint, l'auto della protagonista. Il percorso si snoda attraverso altre sale che hanno sempre un chiaro riferimento al passare degli anni: «il tempo onirico», «il tempo ritrovato», «il tempo della memoria». Non mancano le installazioni video e multimediali, in cui Crepax racconta se stesso o parlano artisti e personaggi della cultura a lui vicini. E da una sorta di buco della serratura si spiano alcune tavole che riprendono i capolavori dell'erotismo.

Per gli irriducibili appassionati di fumetti nella «galleria rossa» sono esposte numerose tavole originali, disegnate con quel tratto preciso e caratteristico, in inchiostro di china su carta. La chicca è la possibilità di acquistare le gigantografie di Valentina in mostra. (Verranno consegnate dopo il 18 gennaio 2009, quando la rassegna chiuderà). «Abbiamo iniziato a preparare questa mostra due anni fa — ricorda Gallerani — e abbiamo visionato una quantità incredibile di materiale. Ma la sorpresa maggiore è stato scoprire che Crepax è uno degli autori italiani più tradotti all'estero: abbiamo trovato libri in portoghese, in russo e altro ancora, senza contare le «copie pirata». Per questo, ci piacerebbe che la mostra potesse avere un seguito anche fuori dall'Italia». Nelle sale della Triennale non mancano i rimandi alle passioni di Crepax: la musica, la grafica, l'arte e i soldatini. E proprio a questi sono dedicate le ultime stanze: piccoli soldatini di carta, disegnati, ritagliati, con una piccola fustella in cartone per farli stare in piedi, riproducono alcune delle battaglie più famose della storia (in particolare del periodo napoleonico). Anche in questo caso la fantasia si confonde con la realtà, proprio come Valentina con il suo «papà».

Marco Vinelli
19 settembre 2008