mercoledì 17 settembre 2008

PSAIER


La leggenda del pittore fantasma
Amico di Warhol, con le sue tele Psaier fa moda. Ma una galleria annulla l’asta: forse non è mai esistito
VITTORIO SABADIN
Tutto era pronto per l’asta che avrebbe dovuto tenersi questa mattina nella prestigiosa galleria di John Nicholson a Fernhurst, nel Surrey. I quadri realizzati da Pietro Psaier, il grande amico di Andy Warhol che lavorò alla sua mitica Factory di New York, erano pronti per essere mostrati nella sala, davanti ad acquirenti inglesi, egiziani e arabi alla ricerca di un buon investimento in tempi di crisi. Ma all’ultimo momento l’asta è saltata, perché a John Nicholson è venuto un dubbio che gli toglie il sonno: forse Pietro Psaier non è mai esistito. Non è stato solo l’incredibile record raggiunto all’asta di Damien Hirst da Sotheby’s a mettere a rumore ieri il mercato dell’arte londinese. Un artista le cui opere sono state vendute da Christie's e dalle più prestigiose gallerie del mondo a decine di migliaia di sterline l’una è diventato improvvisamente un imbarazzante fantasma. Il solo Nicholson ha venduto 1500 opere di Psaier dal 2004: chi non aveva i milioni necessari a comperare un quadro di Warhol, poteva consolarsi con il quotato allievo, acquistando una sua Marilyn Monroe per 15 mila euro.

Ma se non arriverà presto un certificato di nascita, una foto o un documento credibili, c’è da giurare che tutti i quadri torneranno indietro, accompagnati dalla lettera di un avvocato. Se si scoprirà che Pietro Psaier non è mai esistito, la storia dell’arte perderà una biografie straordinaria, che accompagnava i suoi cataloghi a conferma di una vita travagliata, geniale e dissoluta, come si conviene a un artista. Psaier sarebbe nato in Italia nel 1936 e sarebbe emigrato negli Stati Uniti, dove avrebbe lavorato come cameriere in un caffè. Un giorno incontrò al bancone Andy Warhol e la sua vita cambiò. Dopo avere imparato l’arte alla Factory, cominciò a girare il mondo armato di tele, pennelli e droga, che consumava in grandi quantità. Passato dalla California al Messico, dalla Spagna all’India in un continuo girovagare, Psaier ha alla fine raggiunto lo Sri Lanka, lavorando in una grande varietà di stili, dal ritratto convenzionale alla pop art al collage. Stava probabilmente dipingendo in qualche spiaggia, quando lo sorprese lo tsunami del 2004: il suo corpo non è stato ovviamente mai ritrovato. Prima di partire dall’Italia, dice la sua biografia, Pietro Psaier trovò anche l’occasione di collaborare con Enzo Ferrari per dare un tocco di modernità alle sue vetture da corsa e forse bisognerà chiedere a qualche storico di Maranello se almeno da quelle parti è rimasta traccia del suo passaggio.

I primi dubbi sono venuti ai curatori del sito warohlstars.com, che vedevano abbinato il nome di Pasier a quello di Warhol. Vincent Fremont, che conobbe Warhol nel 1969 e ne divenne un collaboratore, esclude di avere mai incontrato il misterioso artista. «Ero sempre con Andy ed eseguivo i pagamenti dei collaboratori. Non ricordo nessun Psaier e non c’è alcun accenno a lui nei diari di Warhol. Se fosse esistito e avesse frequentato la Factory, non avrei potuto non incontrarlo». Alla disperata ricerca di una conferma che scongiurasse il rischio di annullare l’asta di oggi, John Nicholson ha mandato un suo emissario in Spagna, dove Carlos Langelaan Alvarez, uno psichiatra, ha testimoniato di avere avuto in cura Psaier tra il 1979 e il 1992. «Era un artista completo, con qualche problema di droga - ha dichiarato Alvarez -. Nel 1983 mi ha fatto conoscere Warhol, che era venuto a vedere i suoi lavori alla galleria Fernando Vijande di Madrid». Nicholson, uno stimato mercante d'arte da più di 20 anni, è deciso ad aggiungere a questa testimonianza altre prove dell'esistenza di Pasier.

Ma finora nessun documento decisivo è saltato fuori. I quadri da vendere venivano spediti da Los Angeles attraverso un intermediario che diceva di agire per conto del figlio di Pasier, Peter. Nicholson ha ricevuto un certificato notarile californiano che attesta che Peter è figlio di Pietro, ma ha dovuto ammettere di non averlo mai incontrato. Forse, dopo il padre, scomparirà presto nel nulla anche il figlio.