sabato 11 ottobre 2008

aridatece "pimp my valley"!!!

Parte la campagna pubblicitaria, Ma il presidente la blocca dopo le polemiche

Valle d'Aosta: veline montanare e rap
ma lo spot viene oscurato

Un'immagine di «PimpMyValley» (da Aostaoggi.it)
Un'immagine di «PimpMyValley» (da Aostaoggi.it)
MILANO - Quando il rapper ha finito di cantare, quando le ragazze-veline hanno smesso di ballare, quando sono passati i 2 minuti e 53 secondi di parole a raffica tipo «Valle d'Aosta», «polenta concia», «slalom fuoripista», «Monte Bianco-Gran Paradiso», «Casinò di Saint Vincent», quando anche il bue ha finito di muggire... Ecco. A quel punto Augusto Rollandin, presidente della regione Valle d'Aosta, ha staccato gli occhi dallo schermo e ha scosso la testa: «Ma che roba è?». Un minuto dopo la questione era già nelle mani dell'assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz. «Non andremo davvero a Roma a presentare questa sconceria per promuovere la nostra regione?», si è preoccupato Rollandin. Tutto questo giovedì pomeriggio.

L'home-page del sito oscurato (da Aostaoggi.it)
L'home-page del sito oscurato (da Aostaoggi.it)
Venerdì mattina quella «sconceria» è sparita dalla Rete. Del resto, dopo una breve consultazione con la sua giunta già nella serata di giovedì il presidente era stato chiaro: «Non concordiamo sul contenuto di questo lavoro. Ragazze scosciate che ballano in quel modo... le immagini dei nostri monti e i simboli della cultura valdostana sullo sfondo... non è il nostro target, quindi ritiriamo quel sito, lo cancelliamo». Altro che «linguaggio divertente, in grado di catturare i più giovani», come spiegano alla Saatchi & Saatchi, la società milanese che ha ideato quelle pagine Internet a ritmo di rap. Il sito, presentato una prima volta l'8 ottobre a Milano, si chiama «PimpMyValley» e fa parte della promozione della stagione turistica valdostana 2008-2009, la terza affidata dai valdostani alla Saatchi & Saatchi dopo la gara d'appalto del 2004 che ha assicurato alla società un contratto da oltre 100 mila euro. L'amministratore delegato, Fabrizio Caprara, dice che «il vero lancio online è previsto per il 20 ottobre a Roma» che quello contestato è «un prodotto ancora in progress».

Sorride il dottor Caprara, ma che non si parli di sito oscurato. Perché il sito ufficialmente non è ancora nato. Impossibile sapere la cifra precisa investita in «PimpMyValley» del quale, in teoria, potrebbe salvarsi ben poco anche se nell'anticipazione milanese sembrava mancasse tutt'al più qualche ritocco. L'agenzia parlò di «modernità» mentre scorrevano le immagini di ragazze (più o meno vestite con un clic del mouse) che invitavano a scoprire questa o quella meraviglia made in Valle d'Aosta. «Roba che non ci interessa», l'ha fatta breve Rollandin. Come i lettori di Aostaoggi.it: bocciano il sito-non sito, polemizzano e discutono online: ma la parola «pimp» non significa «magnaccia»?

Giusi Fasano
11 ottobre 2008