martedì 9 dicembre 2008

IL DIVAN POETA...

da DAGOSPIA, er mejo sito che ci sia


FRA LE BRACCIA DI SANDRO BONDI
Gianni Mura per La Repubblica

‘Il Giornale' di ieri (sabato, ndr) dedica ampio spazio (e fa bene) alle poesie di Sandro Bondi. Titolo del libro: "Fra le tue braccia", editore Aliberti. Accattivante l´attacco del pezzo: "Ma chi l´ha detto che la poesia è morta? Provate a dirlo al ministro della Cultura Sandro Bondi, che di questa meravigliosa arte sembra essere, se non l´ultimo cantore, certamente uno dei più fecondi".

Ho pensato che il nostro lettore non potesse essere tenuto all´oscuro. Ecco quindi "A Massimo Cacciari": "Malinconica ironia/Beffarda timidezza/Recondito pensiero/ Sguardo sorridente". Segue "A Marcello Dell´Utri": "Velata verità/ Segreto stupore/Sguardo leggero/Insondabili orizzonti".

Una forma stilistica, dicono, molto simile agli haiku giapponesi, che a me pare incernierata su una rigorosa par condicio tra aggettivi e sostantivi, come traspare dalla più lunga "Ad Anna Finocchiaro": "Nero sublime/Lento abbandono/Violento rosso/Fugace ironia/Bianco madreperla/Intrepido mistero".

Leggo sul Giornale: "Solo l´insistenza della casa editrice ha convinto un riottoso Bondi a pubblicare tutta la sua produzione poetica, che il ministro ha dedicato ad Alda Merini". Voto alla riottosità di Bondi 6,5 (perché non ha retto), voto all´insistenza della casa editrice 4. Il voto alle poesie di Bondi lo dia semmai la Merini, che è del ramo.

2 - REPORT BY DAGO
Ben detto Mura, solo che il poeta semisvenuto Don-Bondi ha rischiato davvero il coccolone per il suo libretto di poesiucole da bardo di provincia. Il secondo libro da ridere del ministro della Cultura ha infatti - sotto sotto - una bizzarra storia che merita tutta di essere raccontata oggi, giorno dell'Immacolata Vergine.

Quando la casa editrice democratica Aliberti (davvero democratica: pubblica Bondi...), spedisce al Pallore Gonfiato di Berlusconi le bozze del libro - ultimo atto prima di licenziarlo alle tipografie - succede il quarantotto. Il pio Bondi chiama la redazione della casa editrice e spara un piagnisteo da prefica: "Se esce così sono rovinato!". E giù lacrimoni e inginocchiamenti: "No! Non pubblicatelo!", si dispera come un vitello che sta per essere portato al mattatoio.

Cosa era successo? Il solito copione che motteggia: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E così tra le pagine del libro erano finite anche alcune lettere in versi dedicate a una signora molto cara a Sandrone (che è ben coniugato). Una volta epurate le letterine, via alla pubblicazione. Ora sorge spontanea la domandina: chi è la bella musa del mistero? Ah, saperlo...