martedì 9 dicembre 2008

PREZZI IN VOLO

Aeroporti italiani, i parcheggi
sono più cari dei voli
Lo scrittore Marcello Fois: ho preso troppe batoste a Bologna e Olbia, ora uso solo taxi prima del decollo

MILANO — Un clic, e via con la prima prova online. Volo Bologna-Francoforte: 25,18 euro. Parcheggio auto nell'aeroporto di partenza, per una settimana: da 74,2 euro (quando va bene) a 89,6 (quando si finisce nel posteggio più caro). Un altro clic, e via con la seconda prova. Volo Palermo- Roma: da 31,98 euro. Parcheggio auto: 84 euro. Quando il parcheggio costa come o più del volo. Perché il biglietto aereo diventa low cost ma il tagliando del posteggio si trasforma in business. La prova del nove è stata effettuata sull'ultima indagine firmata da Altroconsumo. L'associazione dei consumatori mette in guardia: «Attenzione al mezzo che avete scelto per andare in aeroporto. Se avete pensato di tirar fuori dal garage l'auto, per comodità, velocità e libertà di orari (aggiungiamo noi: perché obbligati, per tanti è l'unico modo), sappiate che il parcheggio potrebbe risolversi in un salasso. Arriva a costare quasi come un altro biglietto aereo ». I più cari nella classifica di Altroconsumo i milanesi: «Si spendono da 3,6 a 10 euro all'ora a Malpensa, da 89 a 189 euro la settimana a Linate ». Poi quelli romani: «24 euro la tariffa giornaliera a Fiumicino ». L'aeroporto di Bologna: «Fino a 89,6 euro la settimana ». In alcuni casi il salasso è obbligato, in altri molto dipende da quanto si è bravi a scegliere il parcheggio giusto. Posti coperti e scoperti, dentro e fuori lo scalo, a sosta breve e a sosta lunga. Altroconsumo ha preso in esame tutti quelli presenti nei 12 aeroporti più trafficati d'Italia. Sia chiaro: «Il parcheggio è diventato un business per tutte le società di gestione aeroportuale del mondo — spiega Michele Cavuoti, responsabile indagini di mercato di Altroconsumo —. I grandi italiani, quanto a tariffe minime, sono in linea con gli altri europei. Anzi.

Ma quanto a tariffe massime sono tra i più cari. E finire nei posti più costosi non è poi così difficile». Già. «L'offerta è tanta, la fretta pure, le informazioni non sono immediate». E così, nella giungla delle tariffe e delle strisce blu («a Malpensa i posti auto sono 10.000»), il rischio di pagare di più è fortissimo. Come difendersi allora? Primo: «Mai avventurarsi nel primo parcheggio che capita », dicono da Altroconsumo. «Chi sbaglia parcheggio a Napoli Capodichino arriva a sborsare fino a 196 euro per una settimana: la cifra più alta dopo Londra». E ancora: «A Bergamo Orio la sosta di un giorno può essere più cara anche del 275%». L'altra regola è rispettare l'equazione più vicino- più caro. Con qualche eccezione: «A Torino il P9, raggiungibile a piedi è meno costoso dei remoti». Ecco così che dopo la caccia online al volo e all'hotel più economico, s'impone anche quella del parcheggio. Il modo più semplice è andare sui siti degli aeroporti. In alcuni siti inglesi e Usa basta inserire i propri dati per ottenere la soluzione più conveniente. Tirano le somme da Altroconsumo: «La verità è che non esiste vera concorrenza tra i parcheggi perché appartengono tutti all'aeroporto». Del resto «costituiscono una voce di bilancio importante, compensa settori in perdita». Un esempio: «Nel bilancio 2007 della Sea (che gestisce Linate e Malpensa) i parcheggi rappresentano il 20,7% delle attività non aeronautiche». E non sempre le offerte sono tagliate sulle diverse esigenze dei passeggeri. Prendiamo le tariffe giornaliere: «Sono quelle più indecorose, per un motivo molto semplice: tanto sono le ditte a pagare. E guarda caso gli aeroporti più cari sono quelli ad alta concentrazione business». Un punto cruciale per Marcello Fois, scrittore che «pendola» tra Bologna e Olbia e viaggia in mezzo mondo. «Le tariffe vanno tarate sui viaggiatori normali». E da viaggiatore normale, appena atterrato a Città del Messico, racconta la sua esperienza: «Più di una volta mi sono trovato a dover pagare il parcheggio più del volo, persino il doppio». Ma adesso basta: «Uso solo il taxi, alla fine è più economico».

Alessandra Mangiarotti
09 dicembre 2008