lunedì 12 gennaio 2009

PENSIERO DEBOLISSIMO

IL VATTIMO FUGGENTE – IL FILOSOSO DEL PENSIERO DEBOLE SOGNA RAZZI Più EFFICACI DEI QASSAM (“FANNO SOLO RUMORE”) PER RADERE AL SUOLO ISRAELE – SUI MONACI TIBETANI AVEVA DETTO: “VOGLIONO INVADERE LA CINA” – COME PENNACCHI: “A VATTIMO, E TU VATTENE AFF…”

Alessandro Gnocchi per "Libero"

Il filosofo Gianni Vattimo, teorico del pensiero debole, ha alcune proposte forti per contrastare l'odiato sionismo. Ad esempio, come chiede qualcuno, si potrebbe aderire al boicottaggio di aziende e supermercati che importano merci da Israele. Si potrebbe ma non si può, c'è un impedimento ostico al pari di certe pagine di Heidegger: «Non sono io a fare la spesa», ha dichiarato ieri il pensatore desolato al Corriere.
Gianni Vattimo

Ecco quindi l'idea numero due: «Bisognerebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam e portarli laggiù ma mi pare più complesso». I missili Qassam, per la cronaca, sono quelli, all'origine dell'attuale scontro, sparati dai palestinesi sulle teste dei vicini israeliani. L'anno scorso, quando Vattimo si è schierato contro la presenza di Israele come ospite d'onore della Fiera del libro di Torino, giravano volantini dei boicottatori in cui si leggeva che i «razzi Qassam fanno solo rumore». Ciò spiega il motivo per cui Vattimo intende sostituire gli inutili petardi con armi più pericolose.

Già, la Fiera 2008. Momento di gloria per il filosofo, incoronato leader della protesta filo-palestinese. Vattimo non si è fatto pregare. Infatti il filosofo in materia non ha dubbi e sa gestire i media da showman consumato. Eccolo lodare la «resistenza palestinese, praticamente la sola rimasta contro il pensiero unico, imperialista e dominante».

Poi approfondisce il discorso: «Oggi la regola pare sia che non si può dare del fascista a un ebreo». Quindi, offeso per le critiche ricevute, rivaluta un classico dell'antisemitismo, I Protocolli dei savi di Sion, libro amato da Hitler e meditato da Ahmadinejad: «Non ho mai creduto alla menzogna dei "Protocolli". Ora inizio a ricredermi, visto il servilismo dei media».
Scontri a Gaza

A parte Israele, il professore sembra aver dichiarato guerra al buon senso in generale. Il catalogo delle sue bizzarrie è lungo come la sua opera omnia, di recente pubblicata in 12 agili volumi suddivisi in 43 tomi. (Per Platone ne sono bastati 9).

L'anno scorso tutte le televisioni del mondo hanno trasmesso le immagini della repressione cinese a danno dei tibetani. Di fronte all'esercito di Pechino per le vie di Lhasa intento a manganellare i monaci buddisti, Vattimo ha avuto una illuminazione delle sue: lo spettacolo propinato dai media imperialisti è falso. La verità è un'altra: il Tibet ha invaso la Cina.

Subito è scattato l'appello in difesa dei diritti dei governanti comunisti «sotto attacco dell'Occidente», Vattimo è stato il primo e forse l'ultimo a firmare. Gli «europei» hanno orchestrato una «campagna anti cinese dai connotati razzisti». Esatto, c'è un «piano imperialista contro Pechino», è un nuovo capitolo della «guerra dell'Oppio». Vattimo rivela: in Tibet c'è «una caccia ai cinesi ... finita con donne, vecchi e bambini dati alle fiamme».

Ex europarlamentare ds, poi depennato e migrato verso lidi più radicali, se l'Italia fosse una repubblica guidata da lui avremmo risolto ogni guaio. Anche in politica interna Vattimo ha opinioni ponderate. Prendiamo il PdL: «A parte le bombe, contro Berlusconi tutto è lecito». Con i suoi vecchi compagni di strada è altrettanto gentile: «Veltroni è un lettore di Topolino». Vattimo comunque ha trovato un punto di riferimento e qualche tempo fa dichiarava: «Io sono per la rinascita del Pci, ma non vedo grandi speranze. C'è rimasto solo Marco Rizzo, uno che ci crede...». Subito dopo Marco Rizzo e sodali sono stati cancellati dal Parlamento grazie al voto degli elettori.
Scontri a Gaza

Vattimo offre filosofiche considerazioni su tutto e tutti. Osama Bin Laden: «Visto che non c'è un governo legittimo con cui trattare», ha scritto sul Manifesto, «perché continuiamo a rifiutare ogni trattativa con la falsa idea che il nemico sia solo un vile e abominevole bandito?». La strage di Nassiriya in cui morirono 19 soldati italiani: «Un effetto collaterale di un atto di resistenza».

Potremmo proseguire ma concludiamo con un aneddoto raccontato da Pierluigi Battista in un articolo sul Corriere della Sera. Nel 2007, l'allora segretario dei Ds Piero Fassino, in vena di auto-flagellazione, si sottopose a una sorta di processo pubblico. Il tribunale, riunito nella Sala dello Stenditoio del San Michele di Roma, era composto dalla cosiddetta intellighenzia: Furio Colombo, Moni Ovadia, Asor Rosa, etc. Scrive Battista: «Si raggiungono le vette dell'avanspettacolo quando Gianni Vattimo chiede a Fassino : "A Torino io vado in tram, Fassino ci vai mai in tram?". Viene inurbanamente interrotto dallo scrittore Antonio Pennacchi con un ruspante: "A' Vattimo, e tu vattene affanculo"».