venerdì 20 giugno 2008

Veltroni's Disaster


Le valutazioni della Ragioneria dello Stato

ROMA (19 giugno) - «Il Comune di Roma non è stato in grado di generare un proprio equilibrio di parte corrente». Così cominciano le "Valutazioni della Ragioneria generale dello Stato sui dati di bilancio" presentata oggi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno sulla situaizone del bilancio.

«Ma - prosegue la relazione - ha dovuto attingere, in modo sempre più marcato, alla liquidità destinata agli investimenti, senza però essere in grado di generare un surplus di entrate libere per poterla ricostruire, creando un cosiddetto debito di flusso. Questo debito rappresenta l'entità del riequilibrio strutturale che serve perché l'Ente possa ritrovare un proprio equilibrio duraturo dalla parte corrente di bilancio. E' stato stimato in circa 1.089.698.012 di euro l'entità del riequilibrio strutturale necessario al Comune di Roma».

Il dettaglio dell'analisi dei cospicui residui attivi e passivi «permetterà - si legge - una valutazione puntuale della stima ripresa dalla Ragioneria che ha comunque segnalato la criticità dei residui attivi relativi all'incasso dell'Ici, nei confronti dell'Ater, e delle multe non riscosse». Nel testo viene spiegato che «il debito totale del Comune al 31 dicembre 2007 è di 8.151 milioni di euro. Dal dato rilevato dalla Ragioneria, si evidenzia che nel bilancio 2008-2010 approvato dal Consiglio comunale sono previsti ulteriori investimenti da finanziare con il ricorso al mercato creditizio per 1.544,4 milioni. Complessivamente, se al debito contratto si somma il debito programmato, il totale complessivo è pari a circa 9.762 milioni».

Segue poi un passo importante della relazione: «Si può affermare, con tutte le cautele del caso, che il Comune di Roma versi in una situazione di grave difficoltà finanziaria sia per quanto concerne la competenza che, ancor di più, per quanto concerne la cassa, con una tendenza al peggioramento del 2009 e 2010».

«Il peso degli oneri finanziari per il 2008/9 - si legge nelle valutazioni - sono stati stimati in euro 467 e 633 milioni rispettivamente. A partire dal 2009 gli oneri del debito assorbiranno oltre il 20% delle entrate correnti previste dal bilancio previsionale approvato e che nel biennio 2009-2010 rappresentano un incremento complessivo di 387 milioni rispetto al 2008». Per la Ragioneria, «le ulteriori aree di criticità evidenziate sono riferibili a potenziali oneri derivati dai debiti fuori bilancio stimati, in via preliminare, e senza la possibilità di verificarne la precisa entità e l'eventuale previsione di copertura, in oltre 720 milioni; a questi si aggiungono debiti derivanti da passività delle società partecipate dal Comune in corso di accertamento attraverso un'attività di incrocio delle parti creditorie (delle società) e debitorie (dell'Ente). Ad oggi, questi ultimi, ammontano a 127 milioni per Ama e per oltre 100 milioni per il comparto del trasporto pubblico locale».

Altra area di criticità, «gli oneri espliciti e impliciti nei confronti delle diverse aziende non quotate che fanno riferimento al Comune e hanno beneficiato di anticipazioni dal Comune per 869 milioni di euro vantando esse stesse crediti non liquidati nei confronti dlela Regione per il trasporto pubblico locale di 765 milioni di euro». La relazione segnala che «congiuntamente Ama ed Atac presentavano a fine 2006 una posizione finanziaria netta negativa per oltre un miliardo di euro».

«Si può dire con certezza - si legge infine - che appare necessario invertire la tendenza inerziale del bilancio, poiché le risultanze riportate indicano che, al momento, l'andamento delle entrate e delle spese non garantisce la sostenibilità finanziaria, nemmeno nel breve periodo».