lunedì 19 gennaio 2009

da DAGOSPIA, er mejo sito che ci sia!

VELTRONAL VA NEL POLLAIO DI NAPOLI E D’ALEMA ORGANIZZA UN CASINO CON CASINI PER SANCIRE LA FINE DELLA GIUSTIZIA “fai da te” grazie al quale giudici e pm si son sempre amministrati le carriere e le sanzioni disciplinari tra di loro…


Walter Veltroni e Massimo D'Alema

Laura Cesaretti per Il Velino

Veltroni oggi sarà a Napoli, alle prese con un partito lacerato e un'eredità pesante di quindici anni di governo di centrosinistra. Ci saranno, a sentirlo, anche Antonio Bassolino e il sindaco Rosetta Iervolino, la cui permanenza in carica è stata difesa dagli ex popolari alleati del segretario (Fioroni e Franceschini) causando la rottura tra Veltroni e il suo luogotenente napoletano Nicolais, dopo le cui dimissioni è stato inviato il commissario Enrico Morando.

Una trasferta non facile, per il leader del Pd. Che però, con l'occasione, sarà lontano da Roma mentre nella capitale si consuma un nuovo segnale di rottura nel suo partito, con il seminario sulla giustizia organizzato da Massimo D'Alema e Pierferdinando Casini. L'incontro sarà a porte chiuse, ma già alla vigilia si capisce che la linea che ne uscirà è molto diversa da quella cauta e prudente scelta dal Pd: non a caso, la magistratura associata è stata esclusa dagli inviti, e i magistrati militanti già sparano a zero sulle proposte messe sul tavolo dai due promotori.

Il segretario dell'Anm Luca Palamara già annuncia che sulla riforma del Csm che viene avanzata è pronto a costruire la "nostra linea Maginot": e si capisce perché, visto che D'Alema e Casini lanciano l'idea di una Alta corte di giustizia, chiamata a giudicare i magistrati, composta da "laici". La fine del "fai da te" grazie al quale giudici e pm si son sempre amministrati le carriere e le sanzioni disciplinari tra di loro-

È probabilmente quello il punto più dirompente e innovativo, quello destinato a scatenare le maggiori polemiche. E soprattutto a contraddire più platealmente la posizione ufficiale del Pd, che si è detto disponibile a discutere di riforme della giustizia a patto di "non toccare la Costituzione", ergo il Csm.

Ed è la maggiore apertura alle posizioni del Pdl (e in particolare a quelle di Berlusconi) che sia arrivata dall'opposizione. Destinata a creare non pochi problemi a Veltroni, che se l'asse Casini-D'Alema andrà avanti su questa strada si ritroverà scavalcato nella trattativa con il centrodestra, che il leader del Pd sperava di poter depotenziare giocando di sponda con la linea "moderata" di Gianfranco Fini, e rompendo il fronte della maggioranza.

Evitando così uno scontro con la magistratura associata e con il suo paladino Antonio Di Pietro che invece, sulle proposte che verranno discusse oggi al seminario di ItalianiEuropei e dei centristi, diventerebbe inevitabile.