domenica 30 novembre 2008

DIVA DOMESTICA






Sopia Loren
gli scatti segreti dell'ultima diva

di NATALIA ASPESI


La copertina del libro 'Sophia Loren. Immagini di una vita

E' A LONDRA a lavorare, e lavorare per lei vuole dire essere se stessa: liberarsi recitando dalla eterna, piccola, indimenticata Scicolone, per essere la Loren; Sofia, anzi Sophia, la grande attrice, la diva internazionale, la donna segreta, la madre orgogliosa di due figli di successo, lontani, Carlo jr. ed Edoardo, la nonna dei piccoli Vittorio, un anno, e Lucia, poco più di due. Sul set di Nine, il film tratto dal musical ispirato a Otto e mezzo di Federico Fellini, andato in scena con grande successo nel 1982, sta vivendo "un'esperienzaIl ritorno di Sophia Loren gli scatti segreti dell'ultima diva bellissima, il cinema è fatto così, ti ritrovi ad ogni film in una nuova famiglia, e questa mi pare particolarmente armoniosa. Il regista Rob Marshall è adorabile e poi per noi italiani partecipare a un musical è un'esperienza nuova, coinvolgente. La cosa bella è che canto, tra l'altro una canzone che mi piace molto, intitolata Guarda la luna".

Il regista in crisi creativa, che nel capolavoro di Fellini era Marcello Mastroianni, qui è Daniel Day-Lewis, fascinoso attore appena uscito dal ruolo aspro e desolato de Il petroliere. Sophia è la mamma dei suoi ricordi adolescenti, la donna bellissima e insostituibile evocata con nostalgia e di cui nessun altra è all'altezza: la moglie, l'amante, la musa, l'attrice preferita, l'avventura, le donne che circondano il personaggio Guido Contini, giovani e meno giovani, belle e meno belle, non riescono a cancellare quella figura incombente, quell'ombra di materna, ineguagliata femminilità.

Ma anche nella realtà, Marion Cotillard, Oscar alla miglior attrice per La vie en rose, e Penélope Cruz, e Nicole Kidman, interpreti del film e tutte e tre all'apice di una carriera fortunata, brave, giovani e molto belle, non eguagliano Sophia; non sono, non saranno mai un mito senza tramonto come da sempre è lei, che ha attraversato la vita in assoluta discrezione, immutabile e intangibile, star riconosciuta in tutto il mondo, quasi sessant'anni di cinema, una settantina di film, eppure persona sconosciuta, donna senza segreti da nascondere, eppure del tutto segreta.

"La parola "azione" mi libera, ridivento naturale, le mie inibizioni svaniscono, dimentico tutto", ha detto una volta Sophia. E questa è una delle sue frasi riportate nel libro fotografico Sophia Loren, Immagini di una vita, pubblicato da Tea: una vita raccontata dall'obbiettivo, quindi esteriore, che non intacca il suo geloso ritegno, la difesa dei suoi sentimenti, il suo mistero, che nessuna intervista, nessuna biografia è riuscita a rivelare.

Eppure Sophia è continuamente alla ribalta: solo due anni fa, nell'aprile 2006, una grande mostra a Roma al Vittoriano, Scicolone, Lazzaro, Loren, l'ha celebrata con la sua entusiasta collaborazione. Ricorda: "Per tre mesi ho frugato in tutta la casa, navigando in un fiume di ricordi, belli e brutti, e ho raccolto di tutto, vestiti, fotografie, copertine di giornali, premi. Che vita ho vissuto, una vita pienamente realizzata, ho avuto tutto".

Alla festa veltroniana del cinema, sempre a Roma, nell'ottobre 2007, ha ricevuto uno dei tanti premi tributati alla sua carriera, e mentre risaliva sola il grande tappeto rosso, dietro le transenne c'era una grande folla entusiasta ad applaudirla, a chiederle l'autografo, oggi come sempre, ai tempi della Ciociara e degli Oscar, della nascita dei suoi figli e di Una giornata particolare, della prigione di Caserta e dei trionfi a Hollywood, del calendario Pirelli nel 2007 e di oggi, ovunque vada e lavori.

La storia della sua vita, della sua carriera, dei suoi film, della sua bellezza, continua a incuriosire, e infatti escono adesso, contemporaneamente, due libri: uno di Rizzoli con le belle foto di Tazio Secchiaroli, tra cui quelle più rare, di lei col marito Carlo e i loro due bambini piccoli, immagini di intima felicità domestica, o quelle dei principeschi interni di dimore eccessive, da diva internazionale, che ha lasciato da tempo per il quieto, elegante appartamento di Ginevra.

L'altro volume è quello di Tea, che seleziona nei milioni di fotografie della star, quelle più significative per il curatore Yann-Brice Dherbier, che di lei scrive: "Anche all'apice della sua carriera non si è mai sentita intoccabile, forse a causa della sua educazione, certo per l'impronta del passato, è rimasta vigile, consapevole che tutto sarebbe potuto crollare da un momento all'altro: uno stato d'animo che spiega l'energia e la tenacia che hanno animato ogni tappa della sua vita". Dice Sophia: "Il libro mi è piaciuto, ci sono persino fotografie che non ricordavo. Però nessuno mi ha avvertito che stavano facendo questo libro, nessuno mi ha interpellato, non è la prima volta che mi trattano come un fagotto, ma pazienza, il risultato è buono".
A Londra lavora quattro giorni alla settimana, poi subito torna a Ginevra, in quella casa che per lei è come un fortino che quasi nessuno può espugnare, in mezzo alle sue foto, alle centinaia di premi, e ai quadri d'autore. E in quel vuoto, in quel silenzio che occupa ogni stanza da quando Carlo Ponti, suo marito, si è spento nel gennaio del 2007 e dove lei invece lo ritrova nei ricordi solo suoi, nei pensieri che nessuno conosce: un matrimonio durato più di quarant'anni, una fedeltà coniugale che nessuno dei tanti celebri innamorati né l'informazione più curiosa sono mai riusciti a scalfire.

Per Natale arriveranno tutti, i figli, le nuore, i nipotini. Dice nonna Sophia: "È bello che la vita continui, sapere che una parte di te non si spegnerà mai. E poi, con i nipoti mi diverto molto, fare la nonna forse è ancora più appagante che essere madre perché senti meno il peso delle responsabilità". Il tempo cancella ciò che è effimero, la fama, il successo, la bellezza dei divi, ma non tocca Sophia. Come ha detto una volta Gianfranco Ferrè, quando come direttore creativo di Dior l'aveva vestita sontuosamente, esageratamente, per il film Prêt-à-porter di Altman: "Lei è l'ultima grande diva; non è amata perché è bella, ma perché è vera".