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giovedì 15 aprile 2010

FOTO INEDITA DI ARTHUR RIMBAUD



Su una foto ingiallita dal tempo, trovata per caso sulla bancarella di un mercatino, in un gruppo di sette persone fotografate ad Aden, in Abissinia, due librai francesi hanno riconosciuto il volto di Arthur Rimbaud. È la prima immagine chiara in cui si vede il poeta "maledetto" in età adulta, circa trentenne, probabilmente intorno al 1880, quando da tempo aveva smesso di scrivere per avventurarsi in terre lontane, tra l'Africa e l'Asia. La foto, mostrata per la prima volta a Parigi in occasione del Salone del libro antico che si è aperto oggi, è stata trovata due anni fa, da Alban Caussè e Jacques Desse, insieme ad una trentina di altri scatti.

venerdì 27 novembre 2009

PATRIZIA VALDUGA: misteri di libri


A proposito di classifiche dei libri piu venduti, chissà perché in quella di Repubblica si vede quasi ogni settimana, da anni, "Il piccolo principe di Saint-Exupéry", mentre in quella del "Corriere della Sera" non si vede mai.

E, chissà perché, in nessuna fa mai capolino, per esempio, Osho Rajneesh, che nelle librerie occupa interi scaffali, e dunque deve vendere bene. Mi viene in mente suor Germana, che ha venduto un milione di copie del libro di cucina all'insaputa di tutte le classifiche. E mi viene in mente anche che il lettore occasionale, il lettore di bestseller o di quello che capita, Céline lo chiamava "lettore da cesso".

PatriziaValduga per "D" di Repubblica

domenica 1 novembre 2009

ADDIO, ALDA


La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta oggi pomeriggio alle 17.30 all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia. Era considerata una delle principali poetesse del Novecento. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Française. Tra i tanti che hanno espresso rammarico per la sua scomparsa, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Viene meno un'ispirata e limpida voce poetica».

lunedì 9 giugno 2008

icone oniriche























Icone oniriche



di Antonino Di Giovanni Giovanni Caviezel

Collana: Officina dei Media

Pagine: 120

Anno: 2008

Prezzo: 12,00 euro

ISBN-13: 978-88-7796-421-2
















In breve

Poeta e artista visivo suggeriscono, insinuano, rimandano, alludono chiamando in causa il lettore che inferisce, presuppone, genera significati ulteriori. Il gioco diventa ancor più stimolante perché gli autori appartengono a universi generazionali diversi ma fanno appello a conoscenze enciclopediche del mondo condivise e condivisibili e costruiscono insieme una storia dai “destini incrociati”, intersecando codici e spazi narrativi. L’esperienza di Icone oniriche nasce proprio dal desiderio di raccontare con codici diversi temi nati da discussioni verbali intense all’interno di quello che si è spontaneamente costituito come gruppo di lavoro. Icone oniriche è divenuto quindi un grande «gioco d’azione comunicativa» in senso wittgensteiniano, un gioco di ruoli e di scambio di ruoli tra chi produce segni e chi li interpreta. Le tappe dell’itinerario poetico/iconico dell’opera si collocano nell’alveo di un discorso a più voci e percorrono un continuum analitico che va da un massimo di contatto con la realtà, le pagine intense della sezione Diario civile, fino al massimo dell’apertura alla dimensione conoscitiva del sogno rappresentato dalla sezione Icone oniriche, passando per gli spazi indagativi di Fil di lama.

(Rosaria Sardo)

giovedì 6 marzo 2008

antonio di giovanni: bohémien


Bohémien

Lo zigo d’una zingara
Risuonò nel mio cuore
Come un virgulto di vime
Che punzecchia le vesti,
E il vituperio seguì
Quegli sguardi
D’un tacito insonorizzamento:
Ma ricordai.
Tornai col pensiero
Alle tue sporche sembianze,
Alla tua figura zibaldonesca
Alla forma ch’assume
E il modo in cui appare
Il tuo viso,
Con quegli occhi aspicenti,
Azzurri:
Quasi cessavo di leggere
E di scrivere
Quando ti visitavo col ricordo.
E allora tornai:
Percorrere all’ingiro,
Tutt’intorno la città,
Fino a convergerti addosso...
Privato della vista
Dall’amore, ostinato
Nell’errore fino ad intasarmi...
Per te: quell’attrazione d’amoranza
E d’avventura, ma dov’è amore
È timore.
E non riuscì a sentire l’intuibile
Che dovevo cogliere
Con il fiore dell’intuire.
Eri la forza irradiante
D’un oracolo
Che abbaglia per fendenti intuitivi.
Non evocavo
La tua superficie di natura
Andavo oltre l’involucro
Dell’amara materia,
Scivolavo nel profondo
Della tua forma,
Della tua luce:
Quanti sopprusi e sofferenze
Vi trovai,
Quanti aguzzini profittatori
Della tua umanità serena;
Eri diversa.
Eri ferita.
Il mio era uno slancio
Non di certo zelo diligente,
Forse sterile ed egoistico.
Ma avresti vinto tu,
se solo t’avessi trovata lì,
ancora una;
almeno una volta.